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Alzheimer, la Asl Gallura lancia un progetto di stimolazione cognitiva

La Asl Gallura ha avviato un progetto dedicato alla stimolazione cognitiva per contrastare gli effetti dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza. L’iniziativa, che coinvolge i servizi sanitari territoriali dell’area di Olbia e della Gallura, punta a offrire ai pazienti percorsi terapeutici non farmacologici capaci di rallentare il deterioramento delle capacità cognitive.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso l’invecchiamento della popolazione e le patologie neurodegenerative, un fenomeno in crescita anche nel territorio gallurese. La stimolazione cognitiva, secondo quanto emerso, viene proposta come strumento complementare alle terapie tradizionali, con l’obiettivo di mantenere più a lungo possibile l’autonomia dei pazienti e la qualità della vita quotidiana.

Un supporto anche per le famiglie

Oltre al lavoro diretto con i malati, il percorso avviato dalla Asl Gallura guarda anche ai familiari e ai caregiver, spesso chiamati a gestire situazioni complesse senza un adeguato supporto specialistico. L’Alzheimer, infatti, non incide solo sulla persona che ne è affetta, ma su tutto il nucleo familiare, chiamato a riorganizzare la propria vita quotidiana attorno alle esigenze del malato.

Le attività di stimolazione cognitiva comprendono generalmente esercizi mirati a mantenere attive memoria, linguaggio, attenzione e capacità di orientamento. Si tratta di percorsi che, se avviati in fase precoce, possono contribuire a contenere la progressione dei sintomi, ritardando l’insorgenza delle fasi più severe della malattia.

Un tema che riguarda tutta la Gallura

L’iniziativa arriva in un momento in cui il tema delle demenze senili è sempre più al centro dell’attenzione sanitaria, anche nei territori extraurbani della Gallura, dove l’accesso a servizi specialistici può risultare più complesso rispetto ai centri urbani maggiori. Rafforzare i presidi territoriali dedicati a queste patologie viene considerato, da parte degli operatori sanitari, un passo necessario per garantire risposte adeguate a un bisogno in costante aumento.

Non sono ancora stati diffusi ulteriori dettagli operativi sulle modalità di accesso al servizio, sui centri coinvolti nella provincia e sui tempi di attivazione completa del progetto. Restano da chiarire anche gli aspetti legati al coordinamento con i medici di base e con le strutture socio-sanitarie già attive sul territorio gallurese in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti.