Il consumo di sigarette tradizionali continua a scendere, arrivando al 70% del mercato complessivo del fumo, mentre cresce la quota occupata da prodotti alternativi come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Il dato arriva da Logista, tra i principali gruppi europei nella distribuzione di tabacchi e prodotti per il settore, che ha lanciato un allarme sulle prossime regole europee destinate a incidere sul comparto.
Secondo quanto emerso, la trasformazione del mercato del fumo, in corso ormai da anni, sta accelerando per effetto del progressivo spostamento dei consumatori verso i cosiddetti prodotti a rischio ridotto. Un cambiamento che, se da un lato risponde a esigenze di salute pubblica, dall’altro pone interrogativi sulla tenuta economica di una filiera che coinvolge produttori, distributori e migliaia di punti vendita al dettaglio, comprese le tabaccherie che operano su tutto il territorio nazionale.
Le ricadute possibili sul territorio
Il tema non è indifferente per la Gallura e per Olbia, dove le tabaccherie rappresentano un presidio commerciale diffuso, spesso legato anche alla vendita di altri servizi di prossimità come valori bollati, ricariche telefoniche e giornali. Un’eventuale stretta normativa a livello europeo sui prodotti del tabacco, tradizionali e non, potrebbe riflettersi sui margini di questi esercizi, già alle prese con i cambiamenti nelle abitudini di consumo.
L’allarme lanciato da Logista riguarda in particolare le regole che l’Unione Europea starebbe valutando per il settore, con possibili impatti su tassazione, etichettatura e commercializzazione dei prodotti alternativi al fumo tradizionale. Per le imprese della distribuzione, un quadro normativo poco chiaro o in rapido mutamento rappresenta un elemento di incertezza che si somma al già delicato equilibrio tra calo dei consumi tradizionali e crescita di quelli alternativi.
Al momento non sono stati resi noti dettagli più specifici su tempistiche o contenuti delle norme europee in discussione, né effetti quantificati sul mercato locale. Resta comunque un tema da monitorare per le ricadute che potrebbe avere sul tessuto commerciale della Gallura, dove il settore del tabacco e dei generi di monopolio continua a rappresentare una voce economica non marginale per numerosi esercenti.
