Cronaca

Telti, maxi piantagione di cannabis: sequestrate oltre 11.500 piante

Telti è teatro di uno dei più consistenti sequestri di cannabis mai registrati nel Nord Sardegna. Le forze dell’ordine hanno individuato e messo sotto sequestro una piantagione clandestina composta da oltre 11.500 piante di marijuana, nascosta nelle campagne del comune gallurese.

L’operazione, condotta nelle scorse ore, ha portato alla luce un impianto di coltivazione di proporzioni notevoli, segno di un’organizzazione strutturata alle spalle della coltivazione illecita. Il dato numerico delle piante sequestrate colloca l’intervento tra i più rilevanti degli ultimi anni sul territorio gallurese in materia di contrasto alla produzione di sostanze stupefacenti.

Un fenomeno che interessa l’entroterra gallurese

Le campagne dell’entroterra sardo, con la loro morfologia fatta di zone impervie e poco frequentate, si prestano da tempo a diventare terreno fertile per coltivazioni illegali di cannabis. La vegetazione fitta e la scarsa visibilità dall’esterno permettono spesso a chi organizza queste attività di operare per mesi senza essere scoperto, sfruttando terreni isolati e lontani dai centri abitati.

Il sequestro di Telti si inserisce in un contesto più ampio di attenzione delle autorità verso il fenomeno delle coltivazioni clandestine nell’isola, un’attività che negli ultimi anni ha visto un incremento sia in termini di estensione delle piantagioni sia di sofisticazione degli impianti, spesso dotati di sistemi di irrigazione e organizzazione logistica non improvvisata.

Restano da chiarire, secondo quanto trapelato, i dettagli relativi agli sviluppi investigativi e alle eventuali responsabilità penali connesse al ritrovamento. Gli accertamenti degli inquirenti proseguono per ricostruire la filiera dietro la coltivazione e individuare i responsabili dell’impianto scoperto a Telti.

Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di controlli capillari nelle zone rurali della Gallura, spesso teatro di attività illecite che sfruttano l’isolamento del territorio per sottrarsi ai controlli.