Papa Leone ha abrogato il Motu Proprio del 2021, il provvedimento firmato dal predecessore Francesco che imponeva decurtazioni salariali ai cardinali e ai vertici della Curia romana. La decisione, di rilievo per gli equilibri interni della Santa Sede, cancella una delle misure più discusse dell’ultimo pontificato in materia di finanze vaticane.
Il documento originario, introdotto quattro anni fa, era stato pensato come strumento di contenimento della spesa in un momento di difficoltà economica per lo Stato Pontificio. Prevedeva riduzioni degli stipendi per cardinali e prelati con incarichi di responsabilità, in un contesto di più ampia riforma della gestione finanziaria vaticana, avviata anche a seguito di alcune inchieste su gestione di fondi e investimenti immobiliari che avevano coinvolto ambienti della Curia.
Un segnale di discontinuità
L’abrogazione firmata da Leone rappresenta un cambio di rotta rispetto all’impostazione austera adottata da Francesco negli ultimi anni del suo pontificato. Il provvedimento aveva suscitato all’epoca reazioni contrastanti all’interno della Curia, tra chi lo considerava una misura necessaria di trasparenza e rigore economico e chi lo riteneva penalizzante per figure di alto rango ecclesiastico.
Al momento non sono stati resi noti dettagli su eventuali nuove disposizioni economiche che sostituiranno il regime precedente, né sulle motivazioni specifiche che hanno spinto il nuovo Pontefice a intervenire su questo fronte. La decisione arriva in una fase di riorganizzazione interna della Santa Sede, osservata con attenzione anche dagli ambienti ecclesiastici della Sardegna e della Gallura, dove non mancano realtà diocesane legate da vicino alle dinamiche della Chiesa universale.
Restano da chiarire le ricadute pratiche del provvedimento sui bilanci vaticani e sul percorso di riforma finanziaria avviato negli anni scorsi, un tema che la Santa Sede continua a monitorare con particolare attenzione dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato la gestione di alcuni fondi ecclesiastici.
