Il caldo intenso di questa estate sta ridisegnando le abitudini dei turisti in vacanza in Gallura e sulla Costa Smeralda. Meno ore sotto il sole in spiaggia, più tempo trascorso in piscina, e un boom di prenotazioni last second che sta caratterizzando la stagione turistica 2024 in tutto il territorio, da Olbia a Porto Cervo, da Arzachena a Santa Teresa Gallura.
Secondo quanto emerso dagli operatori del settore ricettivo, le temperature elevate registrate nelle ore centrali della giornata stanno spingendo un numero crescente di villeggianti a modificare gli orari e le modalità della propria permanenza al mare. Molti preferiscono limitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, privilegiando le strutture dotate di piscina rispetto alla classica giornata in spiaggia.
Il fenomeno delle prenotazioni dell’ultimo minuto
Parallelamente al cambiamento delle abitudini, si registra un incremento significativo delle prenotazioni effettuate a ridosso della partenza. Il fenomeno del “last second” sta interessando strutture ricettive di varie categorie, dagli hotel della Costa Smeralda ai villaggi turistici della costa gallurese, fino ai b&b e agli affitti brevi diffusi tra San Teodoro, Budoni e Golfo Aranci.
Questa tendenza, secondo gli operatori del comparto, sarebbe legata proprio all’incertezza meteorologica: molti turisti attendono di verificare le previsioni delle ondate di calore prima di fissare definitivamente la data della propria vacanza, cercando magari di evitare i picchi più intensi delle temperature o approfittando di eventuali cali di prezzo dell’ultimo momento.
Implicazioni per il territorio
Il cambiamento nelle abitudini turistiche pone diverse questioni per gli operatori del settore in Gallura. Le strutture dotate di piscina risultano avvantaggiate rispetto a quelle che puntano esclusivamente sull’offerta balneare tradizionale, mentre la gestione delle prenotazioni last minute richiede una maggiore flessibilità organizzativa da parte di hotel, ristoranti e attività collegate al turismo.
Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di adattamento del comparto turistico sardo alle nuove condizioni climatiche, con temperature che negli ultimi anni fanno registrare picchi sempre più frequenti e prolungati anche nelle zone costiere, tradizionalmente più temperate rispetto all’entroterra.
Resta da capire quale impatto avrà questa tendenza sulle prenotazioni per la parte finale della stagione estiva, con agosto e settembre che rappresentano ancora mesi cruciali per l’economia turistica di Olbia, della Costa Smeralda e di tutta la Gallura.
