L’ordinanza comunale sui cani, emanata a Olbia per contrastare il fenomeno del randagismo, è stata impugnata davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna. Il Comune ha fatto sapere di essere pronto a costituirsi in giudizio per difendere il provvedimento.
Il ricorso, presentato nelle scorse settimane, mette in discussione le disposizioni volute dall’amministrazione olbiese per regolamentare la gestione dei cani sul territorio comunale, con l’obiettivo dichiarato di arginare il problema del randagismo che da tempo interessa Olbia e diverse zone della Gallura.
Il provvedimento contestato
L’ordinanza, secondo quanto emerso, introduce regole e obblighi rivolti ai proprietari di cani, pensati per prevenire l’abbandono degli animali e limitare la presenza di randagi in città e nelle aree periferiche. Un fenomeno, quello del randagismo, che a Olbia come in molti altri comuni della Gallura rappresenta da anni un tema delicato, sia sul piano della sicurezza pubblica che su quello del benessere animale.
Il ricorso al TAR contesta alcuni aspetti del provvedimento, ritenuti da chi lo ha presentato non conformi alla normativa vigente. Non sono stati resi noti nel dettaglio i punti specifici oggetto di impugnazione, né l’identità dei ricorrenti.
La posizione del Comune
L’amministrazione comunale ha comunque annunciato l’intenzione di costituirsi in giudizio, difendendo la legittimità e l’opportunità dell’ordinanza. Secondo quanto trapelato dagli uffici comunali, il provvedimento nasce dalla necessità di dare una risposta concreta a un problema avvertito da tempo dalla cittadinanza, spesso alle prese con segnalazioni di cani vaganti in diverse zone del territorio, dal centro cittadino alle frazioni.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la gestione del randagismo in tutta la Gallura, dove diversi comuni negli ultimi anni hanno adottato misure simili, spesso finendo per scontrarsi con ricorsi e contenziosi legali legati all’equilibrio tra tutela della salute pubblica, sicurezza dei cittadini e diritti degli animali.
I prossimi passaggi
Ora si attende la fissazione dell’udienza da parte del TAR, che dovrà valutare la legittimità dell’ordinanza olbiese. Fino a quel momento, salvo eventuali sospensive richieste dai ricorrenti, il provvedimento resta in vigore sul territorio comunale.
La questione sarà seguita con attenzione dagli operatori del settore, dalle associazioni animaliste locali e dai cittadini, considerato l’impatto diretto che l’esito del giudizio potrebbe avere sulla gestione futura del randagismo a Olbia.
