Due incendi sono divampati quasi in contemporanea tra i comuni di Bortigiadas e Trinità d’Agultu, mettendo in allerta la Gallura interna. Le fiamme hanno interessato porzioni di territorio nelle campagne che separano i due centri abitati, zone caratterizzate da vegetazione mediterranea particolarmente vulnerabile in questa stagione.
Sul posto sono intervenuti i mezzi antincendio per contenere la propagazione del fuoco e scongiurare che i due fronti potessero estendersi verso le abitazioni o le aree boschive più fitte. Le operazioni di spegnimento hanno impegnato le squadre su due fronti separati, complicando le manovre di contenimento.
Un territorio esposto al rischio incendi
La zona tra Bortigiadas e Trinità d’Agultu, con le sue colline granitiche e la macchia mediterranea, rientra tra le aree della Gallura più esposte al rischio incendi nei mesi caldi. Il territorio, ricco di sughere e cisto, brucia con estrema facilità in presenza di vento e temperature elevate, condizioni che rendono complesso il lavoro delle squadre a terra.
Non è la prima volta che questa porzione di Gallura interna viene interessata da roghi di vaste proporzioni. La conformazione del terreno, spesso impervia, rende difficoltoso l’accesso ai mezzi pesanti, imponendo talvolta il ricorso a mezzi aerei per raggiungere i punti più critici degli incendi.
Le cause dei due roghi non sono ancora state accertate. Le verifiche degli inquirenti punteranno a stabilire se si sia trattato di episodi accidentali, legati magari alle alte temperature e alla siccità che caratterizza il periodo, oppure se dietro le fiamme si celi la mano dell’uomo, ipotesi che in Gallura non viene mai esclusa a priori vista la storia di incendi dolosi che ha segnato il territorio negli anni passati.
La situazione resta sotto osservazione da parte delle autorità locali, mentre la popolazione dei due comuni segue con apprensione l’evolversi della situazione, memore delle stagioni passate in cui gli incendi hanno causato danni ingenti al patrimonio boschivo e agricolo della zona.
